Digitalizzazione e alleanza tra pubblico e privato.

Negli ultimi anni con l’avvento della pandemia si sono accentuati i problemi della sanità pubblica. Alcuni dati sono allarmanti e chiedono un cambio di rotta :

  1. Carenza di personale: In Italia, soprattutto nelle regioni del sud, c’è una carenza di personale sanitario, in particolare di medici e infermieri. Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), nel 2019 l’Italia aveva solo 4,1 medici ogni 1.000 abitanti, rispetto alla media OCSE di 3,5 infermieri ogni 1.000 abitanti.
  2. Tempi di attesa per le prestazioni sanitarie: In alcune regioni italiane i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie sono ancora troppo lunghi, anche per le prestazioni più urgenti. Ad esempio, secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2020 il tempo di attesa medio per una visita cardiologica di primo accesso era di 77 giorni.
  3. Difficoltà di accesso alle cure per alcune categorie di pazienti: In Italia ci sono alcune categorie di pazienti che incontrano difficoltà ad accedere alle cure, come ad esempio le persone affette da malattie rare o i pazienti che necessitano di cure palliative.
  4. Investimenti insufficienti: Negli ultimi anni, la spesa sanitaria pubblica in Italia è rimasta stabile, senza aumenti significativi. Ciò ha comportato una limitazione delle risorse a disposizione delle strutture sanitarie pubbliche, con possibili conseguenze sulla qualità dei servizi offerti.
  5. Invecchiamento della popolazione: L’invecchiamento della popolazione italiana sta comportando una maggiore domanda di cure sanitarie, soprattutto per le malattie croniche. Ciò mette a dura prova il sistema sanitario pubblico, che deve far fronte a una domanda sempre maggiore di prestazioni sanitarie.

È quindi chiaro che serva un cambio di paradigma. La salute pubblica sembra al collasso e gli investimenti non bastano più a coprire le spese per il personale e per garantire un sistema universalistico. L’alleanza tra pubblico e privato può essere la soluzione, ma va regolamentata e monitorata.

Da un lato, l’introduzione del settore privato  può portare a una maggiore efficienza e accessibilità ai servizi sanitari, poiché le aziende private possono offrire servizi più innovativi e flessibili rispetto al sistema sanitario pubblico. D’altro canto, l’introduzione del settore privato potrebbe anche portare a problemi di equità nell’accesso alle cure, poiché i servizi offerti dalle aziende private potrebbero essere più costosi e quindi inaccessibili per le persone meno abbienti. Inoltre, la presenza di profitti privati ​​potrebbe spostare l’attenzione dei fornitori di servizi sanitari dalla salute dei pazienti al profitto.

Per massimizzare i vantaggi dell’alleanza pubblico-privato è importante che venga regolamentata correttamente e che ci sia una stretta collaborazione tra le due parti. In questo modo, la fornitura di servizi sanitari può essere resa più efficiente ed equa, garantendo nel contempo che i pazienti vengano trattati con la massima attenzione alla loro salute e al loro benessere, e non solo come fonte di profitto.

L’ottimizzazione delle risorse è un aspetto molto importante. Anche se il sistema pubblico non può essere gestito come un’impresa privata, è importante considerare la possibilità di introdurre un approccio gestionale che prenda in considerazione la razionalizzazione delle risorse, la riduzione degli sprechi e una gestione più efficiente del personale.

Ciò potrebbe comportare benefici significativi per il sistema sanitario pubblico, come ad esempio una maggiore efficacia nell’utilizzo delle risorse disponibili, una limitazione degli sprechi e una remunerazione più adeguata per gli operatori sanitari. Questo potrebbe contribuire a migliorare la qualità dei servizi offerti, a garantire l’accesso alle cure per tutti i cittadini e a far fronte alle sfide imposte dalla crescente domanda di cure sanitarie.

 

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